Vincenzo Meleca

I

TALIANI IN AFRICA ORIENTALE

Piccole e grandi storie di pace, di guerra, di lavoro e di avventura

Collana Avorio – Saggistica
Vincenzo Meleca

1.12.2017, 446 p. a colori, illustrato, brossura
Curatore Surano Paola
Prefazione Franco de’ Molinari
ISBN 978-88-85566-05-7

TraccePerLaMeta Edizioni

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Se il “Mal d’Africa”, l’arcinota sensazione di nostalgia di chi ha visitato l’Africa, ha ispirato centinaia di scrittori, registi e cantanti, per molti italiani ha significato soprattutto nostalgia di tutto ciò che centinaia di migliaia di nostri connazionali crearono con fatica e passione nelle nostre colonie africane. Purtroppo, qualche autore ha creato la propria fama e i propri successi editoriali criticando non solo l’idea stessa dell’espansione coloniale, ma anche il modo con cui gli italiani la attuarono, senza contestualizzare gli eventi nel periodo storico in cui si verificarono. Ebbene, moltissimi sono invece gli episodi che videro gli italiani impegnati in pace – creando fattorie, imprese, opere pubbliche, intere città – e in guerra – combattendo contro i pirati, gli estremisti islamici, l’Impero abissino e quello britannico – in quella che una volta era l’Africa Orientale Italiana. E il ricordo di quanto fecero è ben testimoniato dalla giornalista e scrittrice inglese Michela Wrong, che, nel 2004, parlando con il tassista che la stava accompagnando all’aeroporto di Asmara, si è sentita dire “Andava meglio sotto gli italiani”.
I

CARRI ARMATI POCO CONOSCIUTI DEL REGIO ESERCITO

 

Prototipi, piccole serie e carri esteri

Collana Avorio – Saggistica
Vincenzo Meleca

16.5.2015, 224 p., brossura
edizione illustrata
Curatore Surano Paola
ISBN 978-88-98643-36-3

TraccePerLaMeta Edizioni

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Tra il 1915, quando l’Italia decise di partecipare alla Grande Guerra, e l’8 settembre 1943, data in cui venne reso noto l’armistizio firmato cinque giorni prima a Cassibile, il Regio Esercito progettò, sperimentò e mise in linea un certo numero di carri armati. Scavando, da perfetto segugio, negli annali di istituzioni e industrie l’Autore documenta questi progetti e produzioni di carri armati italiani del periodo 1915-1943, alcuni dei quali neppure entrati in fabbricazione.

La ricerca diventa occasione di più ampie riflessioni di natura strategica e ideale evidenziando la capacità dell’autore di trasferire il lettore da una semplice disamina tecnica a considerazioni di carattere generale in cui convergono la fatica degli uomini, l’inventiva dei tecnici, le condizioni del nostro Paese, la volontà e i deficit delle istituzioni, il tutto attraversato sempre e comunque da un orgoglio di Patria che non è mai alibi giustificativo ma valore vero di motivazione e grandezza spirituale.

Il libro si articola in 4 Capitoli suddivisi in numerosi paragrafi, corredati da copiosa documentazione fotografica sia a colori che in b/n, da ampia bibliografia e interessanti note in calce.

La passione dell’Autore per i viaggi e per la storia italiana (in particolare quella militare),unitamente all’essere giornalista pubblicista ed ufficiale in congedo dell’Esercito, lo hanno portato a scrivere numerosi articoli e reportage (in particolare dopo le due missioni presso i nostri contingenti in Afghanistan e Libano), nonché tre romanzi, un libro di viaggi (“Ritorno a Dahlak Kebir”) e due testi a carattere storico, “Storie di uomini di navi e di guerra nel Mar delle Dahlak” e “Strani Italiani”, assieme a Valeria Isacchini.