Silvio Ferragina

(Milano, 1962)
Maestro calligrafo italiano di formazione orientale, protagonista del movimento di modernizzazione dell’arte calligrafica internazionale, ha partecipato a numerose mostre internazionali di calligrafia in Italia, Svizzera, Cina, Corea, Giappone, USA ed Egitto, tra cui l’ “International Calligraphy Art and Culture Great Exhibition” di Seul (dal 2004 al 2011), la “World Calligraphy Biennale of Jeollabuk-Do” in Corea (2009, 2013, 2015), l’ “Art of Ink America” negli USA (2010, 2011/2012, 2013/2014), l’ “Asian, African & Mediterranean International Modern Art Exhibition” in Cina (2013, 2014, 2015, 2016), la “’Writing the Divine Comedy’ International Calligraphy Exhibition” in Egitto (2016, 2017), etc. Tra le mostre personali, ricordiamo “Sperimentazioni calligrafiche” presso la Galleria Frammenti d’Arte a Roma (2014) e “Heart Sutra – The Music of Chinese Calligraphy” presso il Zhejiang Conservatory of Music e il Liangzhu Center of Arts di Hangzhou (Cina). Numerose sono poi le sue performance calligrafiche tenute in sedi prestigiose come il Museo d’Arte Orientale a Ca’ Pesaro (2011) e la Fabbrica del Vapore a Milano (2010, 2017), spesso in collaborazione con artisti, ballerini e musicisti famosi, come la danzatrice Olivia Kwong (Milano, Teatro del Verme, 2011), gli artisti Luigi Serafini e Luo Qi (Milano, Università degli Studi di Milano, 2014) e il jazzista Sandro Cerino (Hangzhou, Zhejiang Conservatory of Music e Liangzhu Center of Arts, 2017). Silvio Ferragina ha poi tenuto numerose conferenze e workshop sulla calligrafia in importanti istituzioni come l’Accademia di Brera, l’Università Cattolica, la Triennale Bovisa, il Kyungpook National University Art Museum (Corea), la Scuola di alta formazione della Fondazione Italia-Cina, etc. Accanto a una produzione artistica d’ispirazione classica, egli si cimenta in opere di gusto e sapore contemporanei, che lo fanno rientrare a pieno nell’alveo della sperimentazione calligrafica odierna. I suoi sono percorsi di ricerca spaziano nel mondo della scultura calligrafica e indagano la dimensione delle performance calligrafiche multimediali. Nelle sue opere, l’ideogramma cinese si anima in strutture tridimensionali e il segno calligrafico viene trasposto in ritmo, movimento e suono per condurre la millenaria “danza del polso del calligrafo” a tramutarsi in moderna “danza performativa di suggestioni sonore.” Per fare questo, negli ultimi anni si è dedicato a un progetto molto ambizioso chiamato “Musicalligraphy Project.” Si tratta di una metodologia attraverso cui egli traduce in musica le sue creazioni calligrafiche: partendo dai sei tratti calligrafici fondamentali, egli attribuisce a ciascuno di questi tratti una nota musicale con una lunghezza e una durata prestabilite, quindi scompone in tratti i caratteri della calligrafia che vuole musicare e li traspone in note riportandole su un pentagramma. La scrittura musicale così ottenuta è dunque pronta per essere eseguita, restituendo il “suono” della calligrafia originale.

 

L

A MUSICA DELL’INCHIOSTRO

 

Calligrafie di Luo Qi e Silvio Ferragina in dialogo con i fondi cinesi della Braidense

Collana Cinabro – Visual | Cataloghi
Luo Qi e Silvio Ferragina

19.3.2018, 58 p. a colori, brossura
Formato 170×297 mm
Curatore: Adriana Iezzi

ISBN 978-88-85566-16-3

TraccePerLaMeta Edizioni

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Anche molto prima dell’avvento di Internet, l’arte nelle sue diverse declinazioni culturali si è fatta lentamente strada attraverso i deserti e solcando gli oceani sotto forma di oggetti e opere d’arte. Spesso queste opere hanno dato vita a delle mode e sono state assimilate da altre culture. Trasformati in prodotti richiesti dal mercato, i nuovi stili, dopo essere stati assimilati, venivano ritrasmessi ai loro luoghi d’origine come domanda di consumo e creavano a loro volta nuove forme artistiche, dando così avvio a un lungo processo di rifrazione culturale.

La mostra “La musica dell’inchiostro” presso la Biblioteca Nazionale Braidense riunisce una miriade di filoni della cultura contemporanea. C’è l’arte cinese contemporanea, rappresentata da alcuni dei suoi esponenti più importanti, come il maestro calligrafo Luo Qi, che ha scelto di attingere al pozzo profondo della cultura cinese invece di seguire stancamente i modelli occidentali; e ci sono le calligrafie musicali di Silvio Ferragina, che sono il risultato della trasformazione dei tratti dei caratteri cinesi in note e toni musicali. Inoltre, la mostra mette in evidenza l’importanza che la Biblioteca Braidense e le sue collezioni continuano ad avere nell’Italia di oggi e lo fa attraverso i suoi archivi di letteratura cinese, le testimonianze dei primi viaggiatori gesuiti nella Cina dei Ming e le ricche raccolte musicali conservate nella biblioteca e nell’Archivio Ricordi.