Luigi Marini

S

ONO NATO IN CASCINA, VIVO IN CAMPAGNA

 

Collana Indaco – Poesia
Luigi Marini

23.11.2014, 72 p., brossura
Curatore Anna Maria Folchini Stabile
ISBN 978-88-98643-24-0

TraccePerLaMeta Edizioni

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“Sono nato in cascina, vivo in campagna” sono le parole di una semplicità disarmante che danno titolo a questa raccolta di poesie e tracciano il profilo di un’esistenza, quella di Luigi Marini, fecondo poeta pievese che racconta di sé attraverso la descrizione di affetti, di luoghi e di situazioni che vanno purtroppo scemando nella memoria collettiva.
Le sue poesie sono un grido di appartenenza che diventa un’attenta testimonianza dei valori che lo hanno formato e che si traduce nel titolo stesso della silloge che alla campagna e al mondo agricolo rende omaggio. Questo libro custodisce gelosamente le poesie di un uomo degno di stima e di rispetto che ha saputo accettare tutto dalla vita, che di ogni incontro ha fatto tesoro e che sa fare spazio anche a chi, come lui, ha faticato per raggiungere obiettivi imparando a guardare al mondo con stupore e ammirazione.
Significative le amicizie che lo legano a Pino Grasso e Giuseppe Calimero Goi, esponenti di quella fiorente creatività lombarda che si è tradotta in imprenditoria trainante per tutta la Nazione. Entrambi sono nel novero degli amici di sempre, figure significative per Marini, tanto da affiancare la visibilità reale di questo libro con quel loro saper essere fraternamente mecenati in un’epoca in cui la Bellezza e l’Amicizia si sono fatte rare virtù. A loro il riconoscimento del poeta Marini, cantore dei sentimenti buoni, che li vuole al suo fianco in questa avventura del cuore e che offre spazio nel suo libro anche al poeta vernacolare pavese Giuseppe Conti che ha la sua identica visione del mondo e della vita.
Poesie della memoria e non solo, degli affetti e dell’amicizia e non solo. Un inno al come eravamo, ai luoghi che ci hanno dato la vita e da dove siamo partiti nel Dopoguerra alla conquista di un progresso e di un benessere che spesso non sappiamo gestire.
E in questo sta la grandezza di Marini: nel saper cantare il passato e gli affetti sicuri per ricordare a chi c’era e a chi è nato dopo, da dove veniamo e quale ricchezza si nasconda nell’uomo semplice che sa far tesoro della sua stessa umanità.

Dalla prefazione di Anna Maria Folchini Stabile

V

IVIAMO ERRANDO

 

Collana Indaco – Poesia
Luigi Marini

23.9.2013, 66 p., brossura
Curatore Spurio Lorenzo
ISBN 978-88-98643-01-1

TraccePerLaMeta Edizioni

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Dalle encicliche sociali della Chiesa alla Carta Costituzionale, la dignità del lavoratore e la giusta mercede sono state per tutto il Novecento la bandiera ideale sotto cui l’Italia marciava verso il suo progresso. Che un poeta si faccia cantore della dignità e della sacralità del lavoro non è abituale, ma Marini appartiene alla generazione degli uomini dai grandi ideali vissuti in prima persona che diventano, poi, esempi di vita. Una grande Nazione, come ci ricorda Luigi Marini, è grande perché gli uomini che la formano hanno ideali e racconti da tramandare a figli e nipoti. La silloge “Viviamo errando” è proprio questo: un percorso spirituale personale e collettivo, uno specchio di società, un insieme di idee, una grande testimonianza di vita. L’apparente semplicità comunicativa raggiunge immediatamente il cuore di chi legge, perché la profondità del messaggio non si nasconde dietro paroloni e perifrasi roboanti, ma è lì, chiaro, inequivocabile, vero, attuale e facilmente comprensibile da chi ha l’umiltà di sapere ascoltare.

Dalla prefazione di Anna Maria Folchini Stabile